BANGKOK
(parte prima)
La capitale della Thailandia fu trasferita a Bangkok nel 1780 dal
primo sovrano della dinastia Chakri, il re Rama I°.
É oggi una città moderna e incredibilmente urbanizzata,
ma dietro l’apparenza futuristica si cela un’inconfondibile spirito
thailandese.
Dire che Bangkok non è la Thailandia, come qualcuno ha snobisticamente
sostenuto, é come dire che New York non è l’America,
o che Parigi non è la Francia.
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Scalinata
del Wat Saket
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Il
nome Bangkok deriva da Bang Makok, che significa ‘luogo delle olive’
e si riferiva al sito originario in cui sorse la città, la
cui estensione era di gran lunga inferiore rispetto all’area urbana
su cui si distende oggi.
Tutti gli stranieri la chiamano Bangkok, ma il nome ufficiale in thai
è una sorta di un lunghissimo scioglilingua:
krungthep mahanakhon bowon rattanakosin
mahintara ayuthaya mahadilok popnopparat
racthathani burirom udomratchaniwet mahasathan amonpiman avatansathir
sakkathatitya visnukamprasit.
Il
primato di Bangkok.
Bangkok è il principale centro urbano della Thailandia e viene
considerata la tipica città guida dell’Asia moderna.
Città guida, è una metropoli dominante dal punto di
vista demografico, politico, economico e culturale rispetto a tutte
le città del paese, conta circa il 70% della popolazione urbana
della Thailandia.
Da notare che ben il 10% dell’intera popolazione vive a Bangkok, una
percentuale elevatissima se paragonata al 30% di Manila e al 27% Kuala
Lumpur (rispettivamente seconda e terza città guida del sud-est
asiatico).
Alcune
statistiche di Bangkok
Qui vivono il 79% dei laureati della Thailandia, il 78% dei farmacisti
e il 45% dei medici; inoltre vi si trovano l’80% dei telefoni del
paese e il 72% di tutte le automobili (e il 30% di tutti i veicoli
a motore) immatricolate nel Paese .
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Golden
Mount - Wat Saket
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ASSOLUTAMENTE
IMPERDIBILI:
Wat Arun; il suggestivo tempio dell’alba. Cosi chiamato in onore del
dio indiano dell’alba, Aruna, sorge sulle rive del Chao Phraya, dove
si estende Thonburi.
Il Wat attuale fu costruito sul sito del Wat Jang, del XVII secolo,
che fungeva da palazzo e tempio reale per il re Taksin quando Thonburi
era la capitale del regno.
Fu quindi l’ultima dimora del Buddha di smeraldo prima che Rama I°
lo trasferisse a Bangkok.
Wat Phra Kaew e Grand Palace.
Chiamato anche tempio del Buddha di smeraldo, questo Wat è
adiacente al Grand Palace all’interno di un area comune che fu consacrata
nel 1782, anno in cui Bangkok venne designata capitale del regno.
Il complesso di 945.000 mq accoglie oltre 100 edifici che rappresentano
200 anni di storia reale e di sperimentazione architettonica.
Lo stile di gran parte degli edifici, sacri o reali, può essere
classificato come stile di Bangkok o Ratanakosin, ma con innumerevoli
variazioni.
Fatta eccezione per alcune anticamera variamente distribuite, il Grand
Palace viene utilizzato esclusivamente in occasione di alcune cerimonie
ufficiali come la festa dell’incoronazione.
L’attuale residenza reale è il Chitlada Palace nella parte
settentrionale della città, e non è accessibile al pubblico,
ma trovandosi nei paraggi vale la pena di dare un’occhiata agli esterni
per la loro fastosa grandiosità.
Wat Pho.
Questo Wat che è il più antico e il più grande
di Bangkok, ospita la più grande statua di Buddha Disteso,
e la più vasta collezione di immagini della divinità
di tutto il Paese, ed è stato anche il primo centro di istruzione.
Come luogo di culto il Wat Pho risale al XVI secolo, ma la sua storia
attuale comincia nel 1781 con la completa ricostruzione del monastero
originale.
IL Wat Pho è il centro nazionale preposto all’insegnamento
e alla tutela dell’antica medicina tradizionale Thai di cui fanno
parte a pieno titolo le tecniche di massaggio terapeutico.
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Wat
Phra Kaew - Palazzo Reale
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Tutti
i pomeriggi, nella parte orientale del monastero si tiene un corso
di massaggio.
Per inciso, un massaggio eseguito a regola d’arte costa 180bath l’ora.
ed è un’esperienza che si ricorderà a lungo, con nostalgia.
Il Buddha di Smeraldo.
Alto da 60 a 75 cm (a seconda della misurazioni), é fatto in
realtà di una varietà di diaspro verde, o forse di giada
nefrite.
Un’aura di mistero ne circonda l’immagine, resa ancora più
intensa dall’impossibilità di fotografarla o di avvicinarvisi,
essendo racchiuso in una teca di cristallo collocata su un alto piedistallo
che si eleva sopra la testa dei fedeli.
Il mistero non fa che sottolineare il significato occulto dell’immagine,
considerata ‘talismano’ del regno Thai e fonte legittima della sovranità.
Seconda parte